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  • Immagine del redattorePaolo Salvi

ARLEMPDES (Haute-Loire, 43, Auvergne), Église Saint-Pierre-aux-liens

ALVERNIA ROMANICA



STORIA Nel borgo dominato dal castello di Arlempdes, la chiesa dedicata a Saint-Pierre era un priorato, dipendente dall’abbazia di Saint-Chaffre a Le Monastiers-sur-Gazeille, in cui coesisteva la parrocchia fino al 1647. Dopo la rivoluzione venne declassata a modesta prebenda mentre la parrocchia fu legata alla diocesi di Viviers.

ARCHITETTURA La chiesa, risalente al XII secolo, ha una facciata la cui parte inferiore comprendente il portale è romanica, in tufo di colore cangiante dal bruno al violaceo. Sotto una grande arcata a tutto sesto è la profonda strombatura del portale su colonnette e pilastrini, alternati quattro per parte, che reggono altrettante ghiere.Queste sono alternatamente piane (sui pilastrini) e toriche (sulle colonnette). La ghiera esterna è polilobata seconda una tipologia tipica dell’Haute-Loire nel XII secolo.          Gli archi ricadono su colonnette, due delle quali a fusto tortile, terminanti in capitelli a foglie lisce con volute angolari, ben conservati, mentre le basi appaiono alquanto erose.             Superiormente la facciata è in granito, senza modanature e ben apparecchiato, su due registri separati da una cornice orizzontale determinata dalla rientranza della parte superiore: quello centrale accoglie una semplice ampia monofora a forte strombo liscio, mentre il superiore accoglie il clocher-peigne (campanile a pettine) a quattro fornici, tipico dell’Alta Alvernia (Haute-Loire e Cantal). Alla destra del portale, sempre in granito, è il volume che accoglie la scala del campanile, coerente col resto della facciata. Il fianco nord è occultato dagli antichi edifici monastici, ora abitazioni, mentre il fianco sud, mostra la divisione della navata in tre campate e tra i possenti contrafforti è ritmato da tre arcate a tutto sesto di cui solo la centrale, leggermente più ampia, è aperta da una monofora. Ciò è visibile nella seconda campata, mentre la prima è per metà occultata dalla scala del campanile e nella terza è stata costruita una cappella in epoca gotica.Anche la conformazione dei fianchi con partitura a tre arcate di cui due cieche, ripetute ad ogni campata tra i contrafforti, è caratteristica tipica dell’Alvernia. La terza campate del fianco sud è occupata da una cappella in granito, in cui la parte centrale in tufo accoglie la grande monofora ogivale internamente triloba.             La chiesa è ad una sola navata di tre campate volta a botte su sottarchi retti da semipilastri lisci (dosserets). La prima campata è occupata dalla tribuna in legno. Le pareti longitudinali sono rinforzate da archi di scarico a tutto sesto. L’aula si apre tramite l’arco trionfale sul coro quadrangolare, piatto, anch’esso voltato a botte, aperto al centro da una monofora romanica inquadrata da due colonnette con capitellino in tufo a foglie lisce. A sud di questo la piccola sacrestia del XIX secolo e, nella terza campata, la chapelle Notre-Dame-de-Pitié, gotica del XV secolo, voltata a crociera costolonata con chiave di volta con lo stemma di Anne de Montlaur (signora del castello, rimasta vedova nel 1454).       


Foto e testi: Paolo Salvi



BIBLIOGRAFIA:

Francoise LERICHE-ANDRIEU, ITINERAIRES ROMANS EN AUVERGNE, coll. Les travaux des mois, 1978

Bernard CRAPLET, AUVERGNE ROMANE, coll. La nuit des temps, 1992

Jacques BAUDOIN, AUVERGNE, TERRE ROMANE, 1993

Francis DEBAISIEUX e altri, LES TRESORS DE L’AUVERGNE ROMANE, 2008

Bruno PHALIP, AUVERGNE ROMANE, Dijon, 2013

Régis THOMAS, Martin de FRAMOND, Bertrand GALLAND, ÉGLISES DE HAUTE-LOIRE, Le-Puy-en-Velay, 2015

12 visualizzazioni1 commento

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1件のコメント


g.giuliani.mobile
1月08日

Molto bella la chiesa, che tra l'altro si propone in un contesto medievale di grande fascino. Ero già infastidito da quelle aperture del campanile che non risultano tutte uguali... e poi mi sono detto che sarebbe bellissimo se fossero state costruite di larghezza diversa razionalmente, perché si preparavano ad accogliere, come pare, campane di dimensione diversa.

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