FELDBACH (Haut-Rhin, 68, Alsace), Église prieurale Saint-Jacques
- Paolo Salvi
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STORIA Secondo un documento del 1145, il conte Federico I di Ferrette fondò un priorato di monache benedettine a Felbach, posto sotto l'obbedienza dell'Abbazia di Cluny. Quest'ultima delegò un priore (con giurisdizione sulle monache) all'amministrazione dei sacramenti, alla cura della parrocchia e alla gestione dei beni del priorato. La residenza del priore (che si è conservata) si trovava a sud della chiesa, fuori dalle mura. Le monache abbandonarono il convento nella prima metà del XVI secolo, durante la Guerra dei Contadini. Non rimane nulla degli edifici e del chiostro che si trovavano a nord della chiesa.
Un priore di Cluny rimase sul posto per amministrare i beni e la parrocchia. Nel 1618, gli edifici e i redditi passarono all'Abbazia di Lucelle, nel 1636 ai Gesuiti di Ensisheim e nel 1773 al Collegio Reale di Colmar. Nel 1790, la chiesa divenne proprietà del comune e assunse il titolo di chiesa parrocchiale. Il priorato era dedicato a San Giacomo; la parrocchia originaria aveva come patrono San Lorenzo.
L'attuale chiesa è omogenea e corrisponde alla chiesa primitiva, costruita verso la fine del secondo quarto del XII secolo.

ARCHITETTURA
La chiesa ha impianto basilicale, senza transetto, ed originariamente terminava in tre absidi semicircolari, voltate a semicalotta. Di queste sussiste l'abside maggiore (di restauro) e quella meridionale (ricostruita), mentre di quella settentrionale emergono dal terreno le sole fondazioni.
Le navate hanno copertura lignea, nascosta da un soffitto ligneo retto da travature orizzontali, come frequentemente in uso in area germanica.
È composta dal coro liturgico, dall'ex coro delle monache (situato nella navata centrale chiusa verso le navate laterali sud e nord da un solido muro, lungo 10,5 metri) e dalla navata laica, anticamente separata dal resto della chiesa da un muro trasversale (di cui rimangono le fondamenta) contro il quale era appoggiato l'altare di San Lorenzo.

La facciata è tipicamente a capanna tripartita, aperta sopra il portale da tre ampie monofore a tutto sesto, secondo un uso di derivazione paleocristiana e assunto in area germanica.
Il portale ha semplici stipiti costituiti da conci di pietra sovrapposti, architrave liscio e lunetta di muratura di medie dimensioni, mentre solo la ghiera appare scolpita con decori geometrici.
A seguito di alluvioni, il pavimento della chiesa fu rialzato nel 1721 e nel 1834. Nel XVIII secolo, l'abside nord fu distrutta, le finestre furono ampliate e furono create tre arcate nella parete sud dell'ex coro delle monache.

L'abside sud fu demolita tra il 1840 e il 1870. Nel 1862, l'architetto Risler Tournier sostituì il vecchio campanile con un altro sulla facciata.
Tra il 1887 e il 1889, l'edificio fu restaurato dall'architetto Charles Winkler: l'abside del coro fu distrutta e ricostruita, furono aperti tre archi nella parete nord del coro delle suore e il timpano fu rifatto. Il restauro dal 1966 al 1977 tentò di riportare la chiesa al suo aspetto originale: il pavimento fu abbassato di 1,10 metri e riportato al livello originale, le basi delle colonne furono scoperte, le finestre sovradimensionate furono ridotte, gli archi delle pareti nord e sud del coro delle suore furono chiusi e l'abside sud fu ripristinata. Un campanile laterale fu aggiunto nel 1910 dall'architetto Heinrich Joerg su progetto di Winkler.
La decorazione scultorea dei capitelli, delle imposte e dei fregi non è caratteristica dell'arte romanica alsaziana, ma di influenza borgognona o della Franca Contea.

Testo e fotografie: Paolo Salvi BIBLIOGRAFIA:
Robert Will, ALSACE ROMANE, la nuit des temps, Zodiaque, 1970


DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA:









































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