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  • Immagine del redattorePaolo Salvi

TORRI IN SABINA (RI), Santa Maria Assunta in Vescovio



STORIA L’antica cattedrale della Sabina di Santa Maria Assunta in Vescovio venne secondo la tradizione edificata dall’imperatore Teodosio nel 380 sul punto dove si diceva che San Pietro avesse celebrato la fractio panis, in prossimità dell’antico municipium romano. L’edificio attuale mostra però numerosi rifacimenti e manomissioni, che ne hanno alterato l’aspetto originario, di non facile lettura.


La navata verso il coro

ARCHITETTURA Si tratta di un edificio a croce latina, con navata unica, transetto aggettante e un’abside semicircolare innestata direttamente sul transetto. Davanti alla semplice facciata a capanna, sulla destra e adiacente ad essa, si erge il bel campanile di tipo laziale scandito da aggettanti cornici marcapiano di gusto classico. Esso è impostato su una base in conci in pietra di medie dimensioni, con inserti di resti di lastre altomedievali. Dal livello di una monofora si eleva una muratura ben apparecchiata in laterizio. Dal primo cornicione marcapiano sono sovrapposte due bifore a pilastro, mentre nel terzo e quarto livello sono due trifore con capitello a stampella.La facciata a capanna è praticamente cieca, forata solo dal semplice portale in pietra a tutto sesto e a stipiti lisci. Il paramento murario è a fasce di ciottoli alternati a fasce orizzontali di laterizi in modo disomogeneo. Si notano archi in laterizio tamponati che farebbero presupporre a una monofora ed a un portale più ampio, cosa assai probabile per una cattedrale.         La navata è relativamente lunga e stretta, coperta da capriate di restauro, alquanto spoglia, ma con le pareti rivestite da due cicli di affreschi. Ben conservati, sono dell’ultimo decennio del XIII secolo, e sono stati riscoperti negli anni ’30 del secolo scorso dopo che erano stati nascosti sotto uno strato di calce prima dell’800.              

Sul fianco sinistro della navata il pulpito con lastre altomedievali

Al termine della navata, addossato alla parete di sinistra e all’arco trionfale, è il pulpito marmoreo, costituito da due lastre altomedievali di epoca carolingia che si uniscono alle due pareti che fanno da quinta, dove sono incastrate mensole che lo reggono insieme a una colonna terminante in un capitello ionico, forse romano. Attraverso l’arco trionfale a tutto sesto privo di qualsivoglia decorazione sia scultorea sia pittorica, si accede al transetto e al coro, con l’abside semicircolare innestata direttamente sul corpo trasversale e preceduta da un pregevole e raro altare affrescato. L’abside prende luce da due monofore a pieno centro, mentre la terza, in asse, è stata tamponata per accogliere una tavola posta dentro un’edicola. 


La cripta costituita da due vani collegati da un corridoio anulare attorno all'altare

Al di sotto del coro è la cripta a cui si accede dai lati dell’altare. Essa è coperta da volte a crociera impostate su tozzi pilastri in laterizio o su capitelli corinzi romani appoggiati direttamente al suolo. La cripta è circondata da un corridoio anulare che avvolge la parte centrale, dove è accolta la parte inferiore dell’altare.          



L'altare maggiore affrescato nel coro con la Vergine col bambino in trono tra Santi e Angeli (foto Francesco Sala)

AFFRESCHI

Sull’altare, del VII-VIII secolo, nel coro come nella parte inferiore nella cripta, troviamo affreschi di epoca romanica, risalenti a un periodo tra il IX e l’XI secolo. Al centro del secondo registro dell’altare sta una Vergine in trono col Bambino affiancata da coppie di santi e angeli. Nel registro inferiore, la parete dell’altare presenta un’apertura, detta fenestella confessionis, ai lati della quale sono affrescati Aronne e Melchisedech che consentiva ai fedeli la visione delle reliquie dei corpi dei tre martiri poste nella camera della cripta sotto l’altare. Sui fianchi dell’altare sono raffigurate due coppie di cervi che si nutrono di alcuni frutti che pendono dalla croce. Gli affreschi ben conservati dovrebbero risalire alla fine del XII secolo. Sempre sull’altare ma nella cripta abbiamo, meno conservati, due santi dipinti ai lati di un’apertura ad arco, probabilmente San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista, mentre sopra l’arco, in un clipeo, è l’Agnus Dei. Le figure sono un poco sbiadite e dipinte in maniera piuttosto sommaria, con posa rigida e lineare, cosa che fa pensare ad un autore scadente o arcaico.Sempre nella cripta ma sulle pareti si trovano lacerti di affreschi, greche con volute e un bel velario. Nella navata, sulle pareti laterali si distendono due cicli relativi al Vecchio e Nuovo Testamento risalenti però alla fine del XIII secolo e sono stati attribuiti a pittori della scuola romana del Cavallini, riconoscibile negli stilemi del tardo Duecento. Sulla controfacciata è affrescato il Giudizio Universale con al centro il Cristo Giudice con gli strumenti della Passione, seduto in trono entro una mandorla sorretta da angeli. Ai suoi lati, in basso, sono la Madonna e gli Apostoli, e, in alto, schiere di Angeli.         Sulle pareti della navata si sviluppa su due registri un importante ciclo pittorico con scene tratte dal Vecchio Testamento, sulla parete destra, e dal Nuovo Testamento, sulla sinistra. Tra questi si riconoscono La cacciata dall’Eden, il Sacrifico di Isacco, l’Annunciazione, l’Ultima cena, il Tradimento di Giuda, la Crocefissione, le Pie Donne al Sepolcro, il Cristo risorto nella mandorla.Uno studioso di storia locale, don Aldo Andreozzi, ha riconosciuto in diverse scene il volto di san Pietro, a dimostrare la veridicità della sua partecipazione alla fractio panis.

Testo e foto di Paolo Salvi (ove non specificato diversamente)

Bibliografia essenziale: 

Enrico PARLATO, Serena ROMANO, ROMA E LAZIO ROMANICO, Jaca Book, Milano, 2001

Sitografia:

Santuario di Vescovio - https://www.santuariovescovio.it/



Immagini dell'esterno


Immagini dell'interno con pulpito e altare affrescato

La cripta e l'affresco sull'altare inferiore


Gli affreschi gotici della controfacciata col Giudizio Universale


Affreschi gotici della navata con scene del Vecchio e del nuovo Testamento




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