CHANCELADE (Dordogna, 24, Aquitania), Ancienne abbaye de Chancelade

L'abbazia di Chancelade costituisce un complesso che comprende, oltre alla chiesa, l'edificio noto come "logis de Bourdeilles" (presbiterio), la porta d'ingresso, gli edifici di servizio, l'edificio residenziale del XVII secolo, l'antico mulino, la residenza dell'abate, nonché terrazze e giardini.
STORIA
Quando, intorno al 1096, papa Urbano II volle unire i monaci dell'abbazia di Saint-Pierre de Cellefrouin al monastero di Charroux , facendo sì che la regola di Sant'Agostino seguisse quella dei Benedettini, l'abate Foucault si oppose e si ritirò a vita eremitica a Fons Cancellatus, l’odierna Chancelade. All’abate si unirono nel tempo altri monaci, che in seguito adottarono la regola di Sant’Agostino.
Nel 1128, il primo abate, Gerard de Montlau, ricevette la benedizione del vescovo di Périgueux e i monaci decisero di costruire un monastero. Edificarono la chiesa abbaziale e gli edifici conventuali, protetti da un muro, e in seguito una piccola chiesa parrocchiale. Entrambe le chiese furono consacrate contemporaneamente il 12 ottobre 1147 con i titoli della Vergine e di Santa Maria Maddalena.
Dal 1360 al 1367 gli inglesi conquistarono Périgueux ed espulsero i monaci per alloggiare nell’abbazia una guarnigione. Du Guesclin riprese l’abbazia, ma poco tempo dopo questa ricadde in mano agli inglesi che la tennero fino al XV secolo. Intorno al 1440 la comunità venne ricostituita sotto la guida dell’abate Geoffroy de Pompadour. Nel 1575, durante le guerre di religione, Périgueux fu cadde nelle mani degli Ugonotti e l'abbazia venne saccheggiata e incendiata. Sopravvissero solo il transetto con la cupola e il campanile mentre la volta della navata e il coro romanico furono distrutti. Nel 1614 fu nominato abate Alain de Solminihac e vi trovò solo quattro monaci. Nel 1622 ricevette la benedizione abbaziale nella cattedrale di Saint-Front a Périgueux e, quindi, ricostruì la chiesa semidistrutta, il chiostro, gli alloggi e gli annessi; riformò l'abbazia e la ripopolò.
Nominato vescovo di Cahors dal re Luigi XIII, il 17 giugno 1636 Alain de Solminihac tornò a Chancelade nel 1638 per consacrare la chiesa. Il suo corpo riposa nella cattedrale di Cahors e fu beatificato il 4 ottobre 1981 da Giovanni Paolo II.
Sotto l'abate Le Gros de Beller l’abbazia assunse un ruolo importante, grazie alla scriptorium e alla copiatura dei manoscritti: la biblioteca si arricchì di cartulari, carte e 4.000 libri. Qui venne scoperto il diario di viaggio di Montaigne, chiuso in un vecchio baule nella torre della biblioteca, che fu pubblicato a Roma nel 1774.
Con l’avvento della Rivoluzione l’abbazia fu soppressa e venduta nel 1790 come bene nazionale. Nel XIX secolo divenne parrocchia.
Dopo i lavori di ristrutturazione iniziati nel 1955 dai proprietari degli edifici del convento, il signor e la signora Caignard, l'abbazia poté aprirsi ai pellegrini e al pubblico nel 1977. Nel 1998, una comunità di canonici agostiniani regolari, i Canonici di San Vittorio, si stabilì a Chancelade, e nel 2004, la residenza dell'abate e i suoi terreni, acquistati dalla diocesi dalla famiglia Caignard, furono loro affidati per sviluppare un centro spirituale.

ARCHITETTURA
La chiesa è a navata unica con transetto sporgente e coro a terminazione piana.
La facciata occidentale è di tipo saintongese aperta da un portale archiacuto sormontato da una finta loggia di quattro arcate a tutto sesto di dimensione differenti, che sottolineano la mancata simmetria dovuta dagli edifici abbaziali addossati sulla sinistra (logis de Bourdeilles). Conclude il prospetto un timpano di epoca successiva, probabilmente coevo alla copertura a volte della navata del 1630.

Il portale è inquadrato da tre colone colonne ed uno stipite per parte che reggono quattro ghiere lisce incorniciate da modanature geometriche di foggia differente.
Sopra il portale, a delimitare il secondo registri, è una cornice aggettante su mensole a quarto di cerchio, di cui alcune scolpite frontalmente con motivi floreali, a stella e animali (una tartaruga). Sulla cornice si impostano le quattro arcate cieche della finta loggia, che rimandano all'architettura romanica della Saintonge, nella seconda delle quali si apre una monofora a tutto sesto. Le quattro arcate si reggono su colonnine lisce ma segnate nel fusto da anelli torici e terminano con semplici capitelli svasati a mo’ di coppa.

Le ghiere, similarmente a quelle del portale, hanno finiture geometrizzanti variegate. In alto, un semplice cornice delimita il terzo registro, completamente liscio, che precede il timpano, in cui si apre un’edicola di epoca barocca che porta incisa la data 1630.
L’interno, a navata unica divisa in cinque campate, di cui le prime due sono occupate dalla tribuna. Dall’ingresso, sotto la tribuna, si scende poi nelle altre tre campate della navata, fiancheggiata dalle pareti laterali inferiormente scandite da tre arcate cieche a tutto sesto, al cui interno si aprono tre strette monofore. Superiormente la muratura è intonacata e aperta, su entrambi i lati, da ampie bifore archiacute di epoca gotica. Le volte a crociera, quadrate e rette da costoloni, vennero costruite nel 1630 e si impostano su mensole collocate tra una bifora e l’altra.

Alla navata segue il transetto con la crociera coperta da una cupola su pennacchi, mentre i bracci sono coperti da volta a botte.
Ad oriente il coro, costituito da due campate quadrate, è a terminazione piana e venne ricostruito all’epoca del rifacimento delle volte. In alto, in ogni campata, si aprono ampi finestroni a tutto sesto.

All’esterno il fianco meridionale ripete le arcate cieche, cinque, viste all’interno e sulla chiesa abbaziale emerge la mole della torre campanaria che si erge sopra la cupola della crociera. Questa, la parte più articolata e decorata dell'edificio, è divisa in tre registri:
il primo è scandito da tre alte arcate cieche per lato, leggermente ogivali, separate da semicolonne; il secondo registro, sopra una cornice su mensole è aperto da due monofore archiacute per lato tra le quali, più in alto, è una monofora a tutto sesto; una cornice su mensole identica alla precedente delimita il terzo costituito da una semplice loggia su cui si appoggia il tetto a padiglione.

EDIFICI ABBAZIALI
L'edificio detto "logis de Bourdeilles" è addossato all'angolo nord-occidentale della chiesa; risale al XV secolo, ma è stato pesantemente rimaneggiato nel XVII secolo. Gli edifici di servizio si trovavano a ovest dell'abbazia e comprendevano un locale per la vinificazione (cuvier), una cantina, un edificio residenziale e un mulino. Il locale per la vinificazione è una vasta costruzione del XV secolo, dotata nel XVI secolo di una volta a botte ribassata. La cantina risale al XIV secolo, ma fu coperta con volte a crociera nel XVII secolo. Perpendicolarmente alla cantina si sviluppa un edificio residenziale del XVII secolo, adiacente al mulino fortificato; quest'ultimo, le cui strutture di base potrebbero risalire al XIV secolo (con rimaneggiamenti nei secoli XV e XVI), è alimentato da una derivazione del torrente Beauronne; a pianta rettangolare, il mulino scavalca interamente il corso d'acqua e un tempo forniva la farina all'abbazia. A est dell'abbazia si estende l'edificio noto come residenza dell'abate, di cui una parte risale al XIII secolo; il complesso è stato ricostruito nel XVIII secolo.

Foto e testi: Paolo Salvi Bibliografia:
Jean Secret, PÉRIGORD ROMAN, La nuit des temps, n.27, ed. Zodiaque, 1968
Marie-France Bunel, Christophe Métreau, L’ART ROMAN EN PÉRIGORD, ed. La Geste, La Creche 2017
Sitografia:
Wikipedia – abbazia di Chancelade
Monumentum – antica abbazia di Chancelade







































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