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  • Immagine del redattorePaolo Salvi

CIVATE (LC), Monastero di San Calocero

Aggiornamento: 1 giorno fa

di Francesco Sala


Veduta del monastero dall'alto (BAMS photo Rodella / Jaca Book)

STORIA Deve il suo nome al Martire romano le cui reliquie, secondo alcuni storici, furono solennemente traslate da Albenga a Civate dall'Arcivescovo di Milano Angilberto II. Il Monastero Benedettino ebbe il suo massimo splendore nei secoli XI e XII, con abati che detenevano il potere spirituale e anche temporale dei vasti possedimenti in Brianza e nel Lecchese. Testimonianza di questo periodo di floridezza sono la Chiesa di San Pietro con l'Oratorio di San Benedetto e la Basilica di San Calocero con l'annesso Monastero. Mentre i primi due hanno conservato quasi integralmente i caratteri romanici, San Calocero subì, alla fine del 1600, una radicale trasformazione ad opera dei Monaci Olivetani che nel 1500 subentrarono ai Benedettini.


Il chiostro del monastero (foto Francesco Sala)

"Le origini della chiesa sembrano risalire al IX secolo, quando il vescovo di Milano, Angilberto II (824-859), fece trasportare a Civate le reliquie del martire Calocero, provenienti da Albenga; in tale occasione, l'edificio acquisì il "titulus" di S. Calocero, che, tuttavia, è documentato soltanto a partire dal 1018. All'inizio dell'XI secolo si ritiene che l'edificio sia stato ristrutturato grazie, anche, al rilancio del culto per il santo martire promosso dall'arcivescovo Ariberto da Intimiano. Alcune tracce risalenti alla prima metà dello stesso secolo sono state rinvenute nel lato est del chiostro (una bifora pertinente alla sala del capitolo, e, al piano superiore, una serie di monofore relative al dormitorio). Sono, inoltre, pertinenti alla fase romanica il vasto ciclo lacunoso di affreschi di soggetto veterotestamentario, situato nella parte alta della navata, e la cripta, a tre navate con una sola abside, divisa da pilastri di granito.

Il complesso monastico fu soppresso nel 1798. La struttura fu successivamente acquistata da privati, tra i quali i Nava che la adattarono a filanda, finché nel 1931 non fu riscattata da don Edoardo Gilardi che la destinò a Casa di Riposo per ciechi. Ora è una casa di riposo per anziani." (fonte Lombardia beni culturali)



La cripta (foto Francesco Sala)

ARCHITETTURA "Il complesso è costituito dalla chiesa affacciata sulla piazza e dall'ex convento distribuito su più ali ampiamente ristrutturate che, in fregio alla chiesa, formano un grande chiostro porticato su due ordini sovrapposti. Il prospetto attuale della chiesa a capanna con protiro e monofore fu rifatto nella prima metà del '900. In origine la chiesa si presentava divisa in tre navate di uguale lunghezza terminanti con abside semicircolare, il presbiterio profondamente trasformato è in posizione sopralzata e sotto vi è la cripta tripartita da colonne. Questa ha quattordici colonne centrali in granito un tempo intonacate ed il soffitto voltato con decorazioni a secco; le pareti laterali sono divise in sette spazi simili a nicchie ove è affrescata una teoria di santi. Lungo le pareti della navata centrale si sviluppa un ciclo di affreschi disposto su due registri e realizzato tra XI e XII secolo. Il prospetto a salienti, interessato da una pesante campagna di restauri nel 1937, è decorato da archetti nel sottogronda ed è anticipato da un protiro sovrastato da tre monofore. L'originaria basilica romanica era a tre navate absidate e presentava la copertura a capriate. Tuttavia, nei secoli seguenti furono apportate significative trasformazioni: nel 1556, quando ai benedettini erano subentrati gli olivetani, fu realizzato l'attuale portico del chiostro a portici e loggiati e, in epoca barocca, fu costruita la volta della navata della chiesa. Questa occultò la porzione superiore di un lacunoso ciclo medievale di affreschi di soggetto veterotestamentario, oggi reso nuovamente visibile grazie a un percorso che consente di accedere, dall'esterno, direttamente al sottotetto. Tali affreschi rivelano lo stretto legame di S. Calocero con S. Pietro al Monte; infatti, l'episodio conclusivo del ciclo di S. Calocero, Sansone che reca le porte di Gaza sul monte Ebron, prelude, sia alla Resurrezione di Cristo, sia all'apertura delle porte del paradiso che viene prospettata ai pellegrini, diretti al Monte Cornizzolo, dalla Gerusalemme Celeste affrescata nell'andito d'ingresso della basilica montana." (fonte: Lombardia beni culturali)


Cripta, resti di sinopie nelle vele (foto Francesco Sala)

La cripta, come detto, da poco ottimamente restaurata, con colonne monolitiche in pietra, collarino e abaco tronco-piramidale, sul quale appoggiano o nascono le volte a crociera delle navatelle centrali e laterali. Nel nartece, sulle vele della volta, troviamo le Sinopie dei quattro Evangelisti con forma umana. Infine, dopo esserci issati nel sottotetto, in condizioni logistiche molto disagevoli e praticamente in assenza di luce, vi mostrerò alcune scene degli affreschi di notevolissima qualità che sporgono dalle volte e che in parte sono il completamento di quelli esistenti nella parte alta della chiesa sottostante. (Questo scrivevo parecchi anni fa, mentre nel 2014 si è fatto uno splendido lavoro per la fruizione degli stessi con una passarella sospesa sopra le volte seicentesche e adeguata illuminazione. Recentissimamente anche nella Chiesa sottostante si è fatto un particolare impianto d'illuminazione per la lettura degli affreschi. Preciso che le mia fotografie sono state eseguite nella mia prima, disagevolissima visita, praticamente in ginocchio sopra le volte).


Affreschi nel sottotetto sopra le volte barocche: Dio si mostra a Mosè e Aronne (foto Francesco Sala)

AFFRESCHI

L'intero ciclo pittorico è stato ricostruito dagli studiosi in una concatenazione di fatti Biblici ovvero: il tema della liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù. Sulla parete di sinistra erano affrescate le Storie di Mosè ed Aronne; il Miracolo delle Verghe mutate in Serpenti; le Dieci Piaghe d'Egitto. Sulla parete di destra comparivano: il Passaggio del Giordano; la Presa di Gerico; la Battaglia contro i Madianiti; l'Apparizione dell'Angelo alla Sposa di Manue.


Accessibilità: La chiesa è visitabile durante le celebrazioni oppure contattando l'Associazione Luce Nascosta - www.lucenascosta.it; 334.1334856; lucenascosta@gmail.com


Documentazione fotografica (foto Francesco Sala) 1 e 2 - cripta 3 e 4 - cripta: sinopie delle vele

5 e 6 - affreschi sopra le volte: Dio si mostra a Mosè e Aronne

7 - affreschi sopra le volte: le Piaghe d'Egitto, le zanzare

8 - affreschi sopra le volte: Mosè e Aronne

9 e 10 - affreschi sopra le volte: Dio si mostra a Mosè e Aronne 11 - affreschi sopra le volte: il Passaggio del Giordano

12, 13, 14 e 15 - affreschi sopra le volte: Presa di Gerico 16 - affreschi sopra le volte: l'annunciazione della nascita di Sansone

17 - affreschi sopra le volte: un pavone 18 - affreschi sopra le volte: un cigno


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1 commentaire


Giulio Giuliani
Giulio Giuliani
10 mars

La "vicina" San Pietro al Monte mette inevitabilmente in ombra il monastero "a valle", dedicato a San Calocero. Bene hai fatto a dare evidenza, Paolo, alle bellezze conservate anche in questo luogo, dedicando loro un post in questo Sito. Certo che resta un problema di accessibilità... utilissime quindi anche le informazioni per poter accedere alla chiesa, alla cripta e a tutto il complesso. Grazie anche al "magister" Francesco Sala, ovviamente, infaticabile camminatore del romanico, che documenta con le sue inconfondibili fotografie.

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