PÉRIGUEUX (Dordogne, 24, Aquitanie), Église Saint-Etienne-de-la-Cité
La chiesa di Saint-Étienne-de-la-Cité è la prima cattedrale di Périgueux, capoluogo del Périgord, antica regione quasi coincidente con l’attuale dipartimento della Dordogna, nella regione della Nuova Aquitania.

STORIA
L'edificio fu eretto all'inizio del VI secolo dal vescovo Chronope II nel cuore dell'antica città gallo-romana dei Petrocorii, l’antica Vesunna, nel luogo in cui si presume sorgesse un tempio dedicato al dio Marte. Non si sa nulla dell’edificio precedente quello romanico tra V e XI secolo, ma degli scavi condotti nel 1815 da de Mourcin, hanno rivelato che doveva trattarsi di una chiesa a pianta basilicale con le navate larghe una quindicina di metri con le arcate sorrette da massicci pilastri quadrangolari e terminante in un’abside semicircolare. La struttura attuale fu edificata tra l'XI secolo (navata occidentale) e il XII secolo (coro). Nel 1169 alla morte del vescovo Jean d’Asside, questi venne inumato nella cattedrale, che a quell’epoca doveva essere quindi ultimata.
Durante le Guerre di religione, nel 1577, gli ugonotti incendiarono l'edificio, distruggendo il clocher-porche (campanile-portico in facciata) e due delle quattro campate originali coperte da cupole.

Nel 1615 vennero iniziati i lavori di ricostruzione della cattedrale sotto l’egida di monsignor François de la Béraudière che, tra il 1625 e il 1647 videro il rifacimento della cupola orientale. Nel 1640 i lavori interessarono la due cupole occidentali, ma il crollo di queste spinse alla rinuncia definitiva del loro ripristino.
Nel 1669, in seguito alle devastazioni della Fronda e delle guerre di religione, la sede vescovile fu trasferita definitivamente alla chiesa di Saint-Front, che divenne la nuova cattedrale della città.
Nel 1790 il culto venne sospeso e la parrocchia soppressa, fino al 1808, quando si ripresero le attività religiose.
Nel 1840 venne classificata monumento di interesse nazionale. Nel 1907, un'importante campagna di restauro, condotta dall'architetto Henri Rapine, modificò l'edificio sostituendo la copertura in tegole della campata occidentale con una in pietra. Nel 1927 degli scavi portarono alla luce le fondazioni delle campate occidentali scomparse.

ARCHITETTURA
La chiesa rappresenta l'esempio più puro dello stile romanico del Périgord e si distingue per la sua caratteristica architettura "a cupole in asse". La planimetria originaria dell’edificio era costituita da quattro campate quadrate coperte da cupole emisferiche di grandezza ineguale. La quarta campata ad oriente fungeva da coro e venne edificata per ultima verso la metà del XII secolo e restaurata nel XVII secolo. Attualmente rimane anche la terza campata che venne edificata verso la fine dell’XI secolo, la cui cupola è una delle più grandi del Périgord.

Anteriormente c’erano due campate quadrate leggermente più strette, precedute al centro dal clocher-porche aperto sui quattro lati da arcate a tutto sesto.
L’esterno è costituito da due blocchi parallepipedi di diversa altezza dove emergono le cupole estradossate. Le pareti settentrionale e meridionale della campata del coro sono scandite da quattro grandi arcate cieche a tutto sesto e in esse si aprono tre eleganti ed ampie monofore. La parete orientale, rettilinea, è suddivisa da cinque grandi arcate cieche, nelle centrali delle quali si aprono analogamente tre monofore.

SCULTURA
Incisa nella pietra, un'eccezionale tavola pasquale perpetua permetteva di calcolare le date della Pasqua dal 1163 al 1253 (o dal 1120 al 1240, a seconda delle rilevazioni). All'interno, nella campata occidentale, si trova la tomba finemente scolpita del XII secolo di Jean d'Asside, vescovo di Périgueux morto nel 1169, sormontata da un bell'arco a sesto acuto.
Si possono ammirare inoltre un imponente retablo in rovere e noce del XVII secolo e un pulpito scolpito.

Testo e foto di Paolo Salvi
Bibliografia essenziale:
Jean Secret, PÉRIGORD ROMAN, ed. Zodiaque, la nuit des temps, 1968









































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